LUDOVICO CARRACCI
(Bologna 1555-1619)
Arianna e Bacco
olio su tela
inv. 1906, XIV, 29
105 x 80 cm

Il dipinto fu acquistato da Antonio Borgogna all’asta della Galleria Manfrin a Venezia nel 1897. L’opera del noto pittore bolognese, rappresenta un soggetto profano tratto dalle Metamorfosi di Ovidio (VIII, vv. 176-181), raro nella produzione quasi interamente dedicata a soggetti sacri del pittore.

Si tratta dell’incontro tra Bacco e la principessa Arianna abbandonata da Teseo sulla spiaggia dell’isola di Nasso (Naxos). Il dio Bacco viene raffigurato a sinistra mentre, per consolare Arianna, lancia con una mano in cielo la sua corona che si trasforma nella costellazione della Corona Boreale.

Il poeta Giambattista Marino tentò inutilmente di acquistare il dipinto che venne da lui inserito nella sua Galeria, testo poetico scritto in madrigali nel 1619 dedicato ad una ideale galleria di opere d’arte.

Una replica più tarda dell’opera, erroneamente attribuita allo Schedoni, si trovava fino al 1972 alla Walker Art Gallery di Minneapolis (Minnesota, USA) ora in collezione privata, mentre un’altra replica su rame e di dimensioni inferiori si conserva nei depositi della Pinacoteca di Bologna, attribuita all’allievo di Ludovico Carracci, Francesco Brizio.

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