DEFENDENTE FERRARI
(Chivasso, attivo nel Piemonte occidentale dal 1509 al 1535 circa)
Assunzione della Vergine
1505-1509 ca.
Tavola
In deposito dall’Istituto di Belle Arti di Vercelli, inv. n. 105
190 x 88 cm

Resta ancora ignota la provenienza dell’opera citata per la prima volta da Gustavo Frizzoni nel 1868-1870 nella Pinacoteca dell’Istituto di Belle Arti. La tavola costituiva probabilmente il pannello centrale superiore di un polittico disperso come testimonierebbero il gesto dell’angelo ai piedi della Vergine, intento ad osservare una scena sottostante, e la traccia della cornice che separava i due registri. Verosimilmente nel registro inferiore si trovava una scena raffigurante la Morte della Vergine. L’intervento di restauro ha eliminato le vecchie ridipinture mettendo in luce la materia preziosa degli incarnati e, in particolare, la lucentezza del cielo striato di nubi illuminate da stesure di oro. E’ riemersa la tonalità blu dell’abito della Vergine, anch’esso lumeggiato con tratti di oro, oltre alle piccole croci dorate che coronano la fronte degli angeli. La tecnica esecutiva e i rapporti con l’Immacolata della Sacra di San Michele (1505-1507), consentono di collocare il dipinto nella fase giovanile di Defendente Ferrari. L’Assunta di Gerolamo Giovenone di Budapest (Szépművészeti Múzeum), dipinta entro il 1509 e ispirata a questo modello, costituisce un terminus ante quem per la tavola del Borgogna. L’immagine dell’opera fu scelta da Vittorio Viale per illustrare la copertina del catalogo della Pinacoteca del Museo Borgogna redatto nel 1969.