GIORGIO LUCCHESI
(Lucca 1855-1941)

Natura morta con cacciagione
1893
Olio su tela, firmata e datata
inv. 1906, IV, 109
Legato Antonio Borgogna, 1906

cm 99 x 148,5

Giorgio Lucchesi si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Lucca dove fu allievo e assistente del direttore Luigi Norfini. Esponente del Neoclassicismo accademico, in linea con la corrente diffusasi a Lucca all’inizio dell’Ottocento, fu estraneo al movimento macchiaiolo. Padrone della tecnica pittorica mostrò, sin dalle opere giovanili, un’evidente predisposizione all’osservazione dal vero, come emerge anche nel dipinto che Antonio Borgogna acquistò alle Esposizioni Riunite di Milano del 1894. Lucchesi si dedicò, oltre che alla natura morta, a scene in costume settecentesco, a scene di genere legate alle ideologie sociali dell’epoca con umili soggetti, a paesaggi e ritratti. Dal 1883 il suo percorso iniziò a discostarsi dall’accademismo rendendo pubbliche le sue opere ritraenti frutta e alberi strettamente legate ai suoi studi sul paesaggio. Influenzato dai fiamminghi del XVII secolo, dal 1885 iniziò a dipingere vere nature morte di fiori secchi, privilegiando il fiore di cardo associato a “canneggiole”, vasi cinesi, liberty o etruschi, accostati a morbidi panneggi di velluti e rasi a cui dava un effetto quasi tattile, come nella tela del Borgogna. Ai suggestivi quadri di frutta all’aperto e nature morte, che la galleria Pisani di Firenze vendeva a carissimo prezzo in tutto il mondo, si unirono le nature morte con selvaggina, le così dette “Cacce grosse” disposte in un apparente disordine. Fu la scuola di Utrecht del XVII secolo ad amare particolarmente queste composizioni, spesso ambientate all’aperto, rielaborando la natura come già aveva fatto Filippo Palizzi con i suoi animali vivi ritratti in campi e boschi.

Giorgio Lucchesi, Natura morta con cacciagione, olio su tela, Vercelli, Museo Borgogna
Giorgio Lucchesi, Natura morta con cacciglione, particolare, olio su tela, Vercelli, Museo Borgogna