Il progetto conservativo, di studio e di restauro della Sala Araba apre un percorso non solo di recupero di un pezzo della storia della casa-museo ma una sfidante prospettiva di ricerca e collaborazione multidisciplinare. Riporta in vita oggetti e opere che dialogavano fra loro, attivavano l’immaginazione di chi non conosceva quei luoghi e la memoria dei viaggiatori che li avevano ammirati.

L’entità del lavoro di restauro e di studio, il successivo riallestimento che ne permetta una fruizione coerente e funzionale alla valorizzazione delle singole opere e alla loro visione di insieme, comporta ancora molto tempo, significative risorse economiche e il lavoro di diversi professionisti.

Finora hanno creduto e sostenuto il progetto le Fondazioni bancarie, come la Cassa di Risparmio di Vercelli (bando Restauri con arte), la Cassa di Risparmio di Torino (bando Cantieri diffusi) e la Compagnia di San Paolo.

Tra i privati, cittadini e aziende, molti hanno donato tramite l’Art bonus, alcuni pubblicamente altri hanno preferito mantenere l’anonimato.

A tutti loro va il nostro e il vostro grazie.

Confidiamo in ulteriori donazioni e contributi per portare a termine il progetto e inaugurare per il 2024 la nuova Sala Araba.

Questo recupero riporta l’attenzione del pubblico e degli studiosi verso un patrimonio trascurato ma ricco di risorse multiculturali, essenziali per la narrazione della storia del gusto e del contesto collezionistico in cui è nato ma anche per continuare a dialogare con la comunità contemporanea, avvicinare nuovi pubblici al Museo e alimentare nuove avventure di viaggi e di emozioni.

Donatrice Art Bonus e restauratrice
Sfida_Sala Araba