ANTON DIESSEL (documentato a Monaco dal 1865) (scultore degli elementi in avorio)
EDUARD WOLLENWEBER IL GIOVANE (Monaco 1847-1918) (orefice)
1886-1888
Coppa del Sacro Graal con scene tratte dal Parsifal di Wagner
avorio scolpito, argento, pietre colorate
inv. 1906, X, 159
base: cm 25 ca. x 35 ca. x 35 ca.
coperchio: cm h. 31,5 ca. x diametro 15 ca.
La coppa venne acquistata da Antonio Borgogna dopo essere stata commissionata da Ludwig II di Baviera, probabilmente per il castello di Neuschwanstein, nel sud-ovest della Baviera, le cui sale erano dedicate al compositore Richard Wagner. Ludwig II, detronizzato perché ritenuto pazzo, morì in circostanze mai chiarite nel 1886. La coppa è terminata solo dopo la morte del re e venduta al collezionista Antonio Borgogna a Monaco di Baviera.
L’oggetto risultava costituito in origine da tre corpi: una base, la coppa e il coperchio, montati uno sull’altro. Attualmente sono conservate esclusivamente la base e il coperchio. Manca la coppa che costituiva il corpo centrale, ancora documentata fotograficamente in un’immagine storica.
L’iconografia degli elementi modellati sulla base e sul coperchio richiama puntualmente alcuni passaggi del Parsifal di Richard Wagner, poema musicale che tratta il tema del Sacro Graal.
L’oggetto era conservato, nella casa museo di Antonio Borgogna, chiuso all’interno di una imponente teca in legno scolpito e vetro realizzata appositamente dall’ebanista Valentino Panciera Besarel (Zoldo, Belluno 1829 – Venezia 1902), con rilievi raffiguranti emblemi relativi alla coppa del Graal. La teca, ancora esistente seppur smontata nei depositi del museo, reca la firma incisa dell’autore: “V. Besarel Venezia”.
Emerge l’interesse del collezionista per l’arte tedesca, che in questo caso si collega ad una delle più prestigiose committenze dell’epoca. Gli stessi autori dell’opera acquistata da Borgogna, Anton Diessel ed Eduard Wollenweber il giovane, erano collegati alla committenza reale. La collezione di Borgogna ospita un’altra opera di Anton Diessel: l’orologio in avorio intagliato raffigurante L’allegoria dei quattro elementi, attualmente esposto nella vetrina della sala II della casa museo.




