GIAN GIACOMO DA LODI
(Lodi, noto dal 1451 al 1477)
1470-1480 ca
Frammenti di affreschi dalla chiesa di San Marco a Vercelli
Sant’Ambrogio battezza sant’Agostino alla presenza di santa Monica (inv. 29) (110 × 65 cm)
Santa Monica chiede a sant’Agostino di tornare in Africa – Sant’Agostino chiede alcuni monaci a san Simpliciano (inv. 28) (140 × 93 cm)
Sant’Agostino costruisce un monastero o Monaci muratori (inv. 35) (60 × 84 cm)
Santa Monica cura i monaci agostiniani come se fossero i suoi figli (inv. 27) (141 x 86 cm)
Affreschi strappati e riportati su tela dalla chiesa di San Marco a Vercelli nel 1884-85 da Giuseppe Steffanoni di Bergamo e in deposito dall’Istituto di Belle Arti di Vercelli.
Il Museo Borgogna espone numerosi e significativi dipinti murali in deposito da chiese e da edifici del territorio. Tra questi è esposto un consistente nucleo di affreschi strappati dalla chiesa agostiniana di San Marco a Vercelli, costruita a partire dal 1266 e ampiamente decorata in epoche successive.
Durante i lavori ottocenteschi di trasformazione dell’edificio per le esigenze del mercato pubblico, vennero scoperti e parzialmente asportati affreschi quattrocenteschi, subito musealizzati.
L’intervento fu effettuato nel 1884-1885 dai restauratori di Bergamo Steffanoni, specializzati nella innovativa tecnica dello strappo.
Dodici frammenti, provenienti dai sottarchi delle cappelle della navata destra, sono databili intorno al 1470 e raffigurano Dio padre, profeti, padri della chiesa, santi e beati agostiniani, inseriti in edicole architettoniche dipinte.
Alla stessa campagna di strappo sono documentati una Madonna con Bambino e donatore databile alla metà del Quattrocento e il frammento di una Crocifissione raffigurante Il cattivo ladrone, tutti recentemente restaurati.
Altri frammenti raffiguranti episodi della Vita dei santi Agostino e Monica sono attribuiti a Gian Giacomo da Lodi e databili intorno al 1480 circa.
Si tratta scene raffiguranti la vita dei due Santi: Sant’Ambrogio battezza sant’Agostino alla presenza di santa Monica; Santa Monica chiede a sant’Agostino di tornare in Africa e, accanto, Sant’Agostino chiede alcuni monaci a san Simpliciano; Santa Monica cura i monaci agostiniani come se fossero i suoi figli. Questi, insieme al frammento con Monaci muratori (o Agostino costruisce un monastero) e a quattro Beati a mezzo busto, costituivano la decorazione della terza cappella collocata nella navata destra.
La decorazione della volta della cappella, ancora in situ, è dedicata alla vita di sant’Agostino ed è riemersa durante una delle campagne di restauro nel 2011-2012.
Il ciclo dedicato alle Storie di sant’Agostino iniziava con le scene dell’infanzia e della giovinezza, sulla volta, e proseguiva sulla parete con le scene strappate. Anche i sottarchi erano decorati con figure di Santi e beati agostiniani; sopravvive in situ l’impronta di quattro di questi, strappati anch’essi dagli Steffanoni.
L’attribuzione a Gian Giacomo da Lodi è giustificata dalla vicinanza stilistica che emerge dal confronto con la sua opera più nota e sicura, datata al 1477, le Storie di san Bernardino nella chiesa francescana di Lodi.
Al 1972 risale invece l’ultimo intervento di strappo eseguito nella chiesa: si tratta dell’affresco raffigurante una Madonna con Bambino, sant’Anna e otto santi con donatore affiorato sulla parete destra, dietro un banco di vendita del mercato.






