HENDRICK VAN STEENWIJCK II
(Anversa ca. 1580 – Anversa 1649)
San Girolamo nello studio
tavola, firmata e datata 1619
inv. 1906, XII, 14
37,5 x 57,5 cm

L’opera, una delle più pregevoli della collezione fiamminga del museo, è firmata dal pittore Hendrick van Steenwijck II, nato ad Anversa e attivo in Francia, a Francoforte, all’Aia e a Londra, dove lavorò per la corte e morì nel 1649. Fu tra i più apprezzati pittori di prospettive architettoniche, sulla scia del padre Hendrick I suo maestro. Collaborò spesso con pittori di figura come Frans Francken II con cui firmò l’Interno di cattedrale gotica del Musée des Beaux-Arts di Bruxelles del 1620.
La gamma cromatica del nostro San Girolamo è luminosa e chiara, giocata su tonalità di grigi e intrisa di luce. Nell’interno, scandito da pochi profili architettonici lineari, l’insistenza sui dati prospettici diviene un elemento di decorazione. Lo spazio si prolunga oltre l’ambiente, reso ancora più ampio dalla sua semplicità, nel corridoio buio dove sporge la nicchia di un lavamani, per aprirsi oltre una cancellata in una cappella ornata da un’ancona a battenti (Flügeraltar). Appare una fuga di ombre e di luci già cara agli interni fiamminghi quattrocenteschi come nella Nascita del Battista del Libro d’Ore di Jan van Eych del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama a Torino. Le pareti sono arricchite da giochi di luce, come il proiettarsi dei tondi piombati delle vetrate sugli strombi delle finestre. Nella semplicità dello spazio vengono raffigurati con fine dettaglio la libreria, un orologio, uno straordinario trompe-l’oeil di volumi con splendide legature e alcuni oggetti in vetro a simboleggiare la fragilità della vita. La minuta figura di Girolamo appare china sul leggio, concentrata nella lettura del volume, mentre il fedele leone, immancabile compagno di vita, è accovacciato davanti all’imponente camino. Il cappello cardinalizio è appeso alla parete-divisorio in legno, vicino ad un asciugamano bianco il cui candore simboleggia il mondarsi dalle impurità e dalle imperfezioni della natura umana. Lo schema compositivo venne più volte ripreso dal pittore anche in soggetti differenti quali il Cristo in casa di Marta e Maria del Louvre (inv. 1864).

H. Van Steenwijck II, San Girolamo nello studio, tavola, Vercelli, Museo Borgogna