LUIGI PREATONI
(Novara 1845-Roma ?)
Il canto della primavera
1898
lega di rame patinata, firmato
inv. 1906, IV, 42
45x17x15; basamento 15×11,5×11,5 cm

Allegoria della giovinezza
1898 ca.
lega di rame patinata, firmato
inv. 1906, IV, 43 
43x20x15; basamento 15×11,5×11,5 cm

L’Allegoria della giovinezza è raffigurata come una fanciulla con i capelli acconciati in due lunghe trecce; sulla fronte indossa un diadema e porta orecchini di forma geometrica. La veste, appena abbozzata, presenta uno scollo circolare riccamente ornato con elementi a rilievo che simulano un fitto ricamo con motivi circolari. Il titolo di La giovinezza nel Medioevo, riportato in inventario da Antonio Borgogna, evoca l’interpretazione fantasiosa ed eclettica del Medioevo rivisto con il filtro dei revival storici di fine Ottocento.
L’Allegoria del canto è rappresentata attraverso il volto di una giovane con i capelli raccolti ornati da una corona di rose e la bocca semi aperta nell’atto di cantare. In entrambe le opere l’artista si è soffermato nella resa dei dettagli delle acconciature e dei gioielli.
Opera del novarese Luigi Preatoni, le due sculture vennero eseguite e fuse a Roma, come riportato dal collezionista. Il marchio impresso della fonderia appare su Il canto della primavera e riporta: «G. NISINI FUSE | ROMA». Entrambe le opere sono fusioni in bronzo su cui è stata applicata una patinatura chimica a effetto rame, lasciata in luce in corrispondenza dei volti, e una patinatura dipinta di tono bruno scuro in corrispondenza degli abiti e dei capelli. Gli orecchini ad anello dell’Allegoria del canto sono in filo di rame. 
La figura allegorica di una giovane coronata di fiori è generalmente associata all’immagine della Giovinezza qui indicata come Il canto della Primavera. Appare anche nel marmo di Bernhard Wilhelm Erdmann Römer (Graz-Strelitz, 1852-Berlino, 1891), del 1886, allestito al piano terra del museo (inv. 1906, XVIII, 46), e in opere di altri artisti coevi come Gian Battista Amendola che espose una testa in bronzo con medesimo soggetto alla Quinta Esposizione d’Arte della città di Venezia del 1903 (n. 36, p. 122). Ancora Francesco Porzio nel bronzo Jeunesse, esposto al secondo piano del museo, recupera nel 1927 la stessa iconografia. 
L’artista Luigi Preatoni, dopo i primi studi a Novara nella città natale, nel 1871 si trasferì a Roma grazie al Pensionato del Collegio Caccia. Qui, come Giuseppe Carnevale e molti altri scultori contemporanei, fu coinvolto nel 1889 nella realizzazione di uno dei busti per la serie di uomini illustri della salita al Pincio, ritraendo Mastro Giorgio
Fu autore di ritratti, monumenti funerari (presso il Cimitero del Verano a Roma) e terrecotte di genere che presentò alle esposizioni della Promotrice di Belle Arti di Torino, dove nel 1880 espose un Busto di Umberto I. Partecipò in seguito alle esposizioni di Roma, Venezia, Bologna e Londra. Nella Camera dei Deputati sono presenti due ritratti commissionati all’artista: quello di Agostino De Pretis (1888) e Alessandro Lamarmora (1899). 
Partecipò alle esposizioni di Torino del 1880, con un busto in bronzo raffigurante Umberto I Re d’Italia (n. 264), del 1883 con I fratelli di latte (n. 6), del 1885 con una statuetta in terracotta dal titolo La lettera amorosa (n. 44). Fu presente inoltre alle esposizioni di Venezia del 1887 (Testa romana, n. 13), Roma 1892 (busto in gesso Ritratto del Sig. Faustini defunto, n. 16, e Una patrizia in bronzo, n. 36) e Torino del 1898 (busto in bronzo di Giacomo Durando, n. 219).

Preatoni Il canto della primavera Museo Borgogna Vercelli
Luigi Preatoni allegoria della giovinezza Museo Borgogna Vercelli