SCUOLA FIAMMINGA
XVII secolo
La cattura di Cristo nell’orto
carta
inv. 1906, XV, 158
35,5 x 57 cm
Il dipinto, realizzato su carta, venne acquistato da Borgogna all’asta Bonomi-Cereda, tenutasi a Milano nel 1896, con l’attribuzione a un non meglio identificato miniatore di nome Bruyn, forse a causa della tecnica a tempera su carta e dei vivaci colori tra il rosso, il blu, il rosa intenso, il giallo ocra e il verde scuro.
L’ambientazione ricorda gli schemi bruegheliani, così come i bagliori dorati delle frasche che riverberano le luci delle torce nell’ambientazione notturna.
La scena non è lontana da quelle rappresentate nelle opere di Frans II Francken, seppure con meno vigore drammatico e lasciando il posto ad una tecnica più decorativa.
Sono numerosi i richiami alle tecniche incisorie. Ciò emerge, a sinistra, nella scena del servitore del Sommo Sacerdote aggredito da Pietro con la spada, che riprende la xilografia raffigurante la Cattura di Cristo della Piccola Passione di Dürer. Anche la scena tratta dal Vangelo di Marco che ritrae il giovane che fugge nudo dall’arresto delle guardie, lasciando nelle mani degli inseguitori il lenzuolo con cui si copriva, ritorna nell’opera di Dürer. I numerosi riferimenti presenti nell’opera la collocano nel contesto della pittura fiamminga di primo Seicento, bruegheliana da una parte ma anche intrisa di colto manierismo ed esperienze italiane da cui ebbe origine anche l’opera di Francken II. (da scheda di P. Squellati Brizio sul catalogo “Museo Borgogna. Dipinti fiamminghi e olandesi”, a cura di B. W. Meijer, Cologno M.se 2001, pp. 143-145, in vendita presso il bookshop).


