WILLEM DE POORTER 
(Haarlem 1608 – post 1648)
L’avaro e la morte
tavola
inv. 1906, XI, 98
41,8 x 32,3 cm

Acquistato da Antonio Borgogna nel 1894 con l’attribuzione a Rembrant, è riconducibile alla mano di Willem de Poorter, la cui attività è attestata ad Haarlem tra il 1635 e il 1648 e a Wijk dal 1645. Il confronto tra le opere di de Poorter raffiguranti il tema della Vanitas, più volte ripreso dal pittore amante di soggetti biblici e allegorici, rivela lo stretto rapporto con la tavola del Borgogna. Il dipinto segue infatti la tipica impostazione adottata dal pittore, con raffigurata a destra una preziosa natura morta con vasellame, danari e gioielli, sparsi disordinatamente sopra un tavolo coperto da un drappo scuro, e, a terra in primo piano, brocche e vasi. L’ambientazione è disadorna, accesa dai riflessi degli oggetti preziosi definiti con pennellate imbevute di luce. Lo stesso personaggio, affiancato alla Morte, al quale i beni terreni che cerca di trattenere non serviranno più diventando solo vanità, ritorna in altri dipinti del pittore olandese. La descrizione della natura morta è confrontabile con altri dipinti dell’artista come la Vanitas del Kunstmuseum di Berna e L’allegoria dell’avarizia del North Carolina Museum of Art a Raleigh. Il soggetto della Vanitas o del vecchio ricco geloso dei suoi beni, conosce un’antica tradizione grafica e pittorica che ebbe larga fortuna soprattutto nel nord Europa e trova un precedente nelle xilografie di Hans Holbein  in Les simulachres et historiees faces de la Mort, Lione 1538.

Willem de Poorter, L'avaro e la morte, tavola, Vercelli, Museo Borgogna